12 ottobre 2026
Reverse engineering “per tutti”: quando ogni app diventa di fatto open source
Un nuovo filone di strumenti sta rendendo il reverse engineering molto più “a portata di sviluppatore”: analisi di eseguibili nativi (ELF/PE/Mach-O), bytecode JVM e assembly .NET, firmware e persino layer di container. Il risultato è un cambio di paradigma: non serve più un team di specialisti per capire come funziona un software; basta un workflow che combina disassembler, analisi statica e agenti AI in grado di ricostruire pseudocodice e guidare una re-implementazione. Vediamo cosa significa davvero, cosa si può fare (bene) e dove sono i rischi.