Categoria

accessibility-tree

3 articoli associati a questo tag.

2 luglio 2026

Siti “agent-ready”: come preparare il frontend a browser agent e strumenti strutturati

Gli utenti iniziano a delegare sempre più azioni a browser agent: compilare form, cercare prodotti, completare checkout, gestire impostazioni. Un sito “agent-ready” non è un sito per bot: è un sito più semantico, accessibile e capace di esporre azioni in modo strutturato. In questo articolo vediamo come gli agent interpretano una pagina (screenshot, DOM, accessibility tree) e come uno standard emergente come WebMCP può ridurre ambiguità, costi di contesto ed errori, grazie a tool invocabili con input schema e output mirati. Chiudiamo con indicazioni pratiche su API imperative/declarative e debugging in DevTools.

23 giugno 2026

Dare “mani” agli agenti AI: feedback loop reali su mobile con una CLI

Gli agenti AI scrivono codice sempre meglio, ma il collo di bottiglia resta la verifica manuale su app mobile: aprire il simulatore, riprodurre il flusso, capire cosa si è rotto tra UI, stato, navigazione e layer nativo. In questo articolo vediamo perché il feedback loop è la vera leva di produttività e come un approccio “CLI-first” permette agli agenti di aprire l’app, leggere una snapshot semantica (accessibility tree), eseguire gesture, raccogliere log e profili, e persino replayare sessioni. Il risultato: verifiche che scalano con la velocità di output del codice e si prestano a diventare QA automatizzato in CI, anche quando l’agente gira su Linux e il device sta su macOS tramite proxy.

22 maggio 2026

Siti “agent-ready”: progettare UI e HTML per l’era degli agenti

Per decenni abbiamo ottimizzato i siti per persone: UI, performance, SEO, accessibilità. Oggi entra in gioco un nuovo “utente”: l’agente AI che esegue task complessi al posto nostro, dentro una sessione reale di browser. In questo articolo vediamo come un agente interpreta una pagina (visuale, DOM, accessibility tree), quali scelte di design e markup rendono un’interfaccia più affidabile e perché WebMCP punta a ridurre ambiguità e fragilità offrendo tool strutturati agli agenti, senza creare una “seconda web”.