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Articoli e aggiornamenti frontend

Un archivio semplice con note, riflessioni e contenuti pratici sul frontend.

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29 aprile 2026

Se perdessi tutte le competenze di programmazione: cosa reimparerei oggi (e cosa smetterei di studiare)

Se dovessi ricostruire da zero le mie competenze di programmazione, investirei prima nei concetti su cui si appoggia qualunque stack: come funziona un computer, cosa sono controllo di flusso, memoria, file system e quali astrazioni stiamo usando davvero. Molto meno tempo andrebbe invece speso su configurazioni manuali e tooling “di contorno” che oggi è in gran parte automatizzato. Ecco su cosa mi concentrerei nel 2026 per tornare produttivo velocemente nel frontend.

27 aprile 2026

Deprecazioni in Chrome: come vengono ritirate le feature senza rompere il Web

Chrome introduce continuamente nuove API e comportamenti, ma a volte una feature diventa un problema: non scala, è superata, o apre nuovi rischi di sicurezza. In questi casi entra in gioco un processo strutturato di deprecazione e rimozione, pensato per ridurre l’impatto su siti e sviluppatori. Vediamo come funziona, dove compaiono gli avvisi, cosa sono intent, flag e deprecation trial, e quali pratiche adottare per intercettare in anticipo le rotture.

27 aprile 2026

Perché l’AI spacca i team: non è (solo) una questione tecnica, ma di identità e aspettative

In molti team affiatati l’arrivo dell’AI generativa ha creato una frattura netta: una parte la rifiuta, un’altra la vive come un superpotere. Il motivo raramente è “l’AI funziona/non funziona”: c’entrano identità professionale, ambizione, ansia da performance e aspettative di produttività. Vediamo come riconoscere il problema e ridurre la polarizzazione con pratiche concrete.

27 aprile 2026

TSRX: la svolta “statement-based” per scrivere UI (e perché cambia le regole del gioco rispetto a JSX)

TSRX (TypeScript Render Extensions) propone un’alternativa a JSX/TSX che sposta il rendering da “espressioni” a “statement”. Il risultato è una sintassi più lineare: if/else nel markup senza ternari annidati, hook richiamabili in rami condizionali, variabili locali dichiarate direttamente dentro i blocchi di UI, escaping del testo esplicito e perfino style block nello stesso file. In più, l’obiettivo dichiarato è migliorare la co-locazione del contesto per persone e strumenti automatici, riducendo la dispersione tra file e sezioni distanti del codice.

26 aprile 2026

La domanda eterna nel frontend: “Ma chi può relazionarsi?” (e come uscirne bene)

Nel frontend esiste una domanda ricorrente che spunta in ogni team: “Chi può relazionarsi?” con quel bug, quel comportamento strano del CSS o quell’effetto collaterale nello state management. Ecco un modo pratico per inquadrare il problema: normalizzare l’incertezza, ridurre l’attrito nelle scelte e adottare piccoli strumenti mentali per non perdersi tra layout, dati e tooling.

21 aprile 2026

Automazioni no‑code con Zapier: dalla prima “Zap” agli agenti AI (senza perdere il controllo)

Zapier è spesso presentato come “collego due app e via”, ma il vero salto di produttività arriva quando impari a ragionare per workflow, trigger, azioni e task. In questo articolo metto ordine tra i concetti fondamentali, ti spiego come orientarti nell’interfaccia, come stimare i consumi mensili e quando ha senso passare da Zap manuali a Copilot, Tabelle, Form e agenti AI per automazioni che richiedono classificazione e decisioni.

21 aprile 2026

L’informazione non è il collo di bottiglia: come sviluppare il “fiuto” per capire cosa vale la pena imparare

Le risorse per imparare sono infinite, ma il vero problema è scegliere cosa studiare e riconoscere quando qualcosa “non torna”. Vediamo come si costruisce l’intuizione tecnica, come migliorare il debugging mentale e come usare strumenti come ChatGPT senza delegare il giudizio.

21 aprile 2026

Non è over‑engineering: è solo codice che non conosci ancora

Spesso etichettiamo come over‑engineered ciò che è semplicemente nuovo ai nostri occhi: funzioni CSS usate in modo inusuale, logical properties, pattern moderni che risolvono problemi reali (come overflow e layout fragili). Il punto non è evitare le novità, ma ridurre l’attrito: educazione, convenzioni condivise e adozione progressiva. Così ciò che oggi sembra “difficile da leggere” domani diventa standard di team.